Cervo

Da Lessico del racconto zoomorfico.

Raffigurato già nelle pitture rupestri risalenti al Paleolitico, dove sembra che formasse, insieme al Toro, un sistema dualistico mitico-cosmologico, il cervo nobile (cervus elaphus) è stato un simbolo estremamente importante per le culture antiche. Distribuito in tutta Europa e in alcune zone dell'Asia, rappresentava il perpetuo rinnovarsi della vita e delle stagioni, grazie al palco (a forma di albero) che il maschio perde ogni anno alla fine della stagione degli amori. Lo si ritrova nella mitologia celtica e in quella nordica, mentre nella mitologia classica era la preda di caccia preferita di Artemide, che disponeva di quattro cerve per il traino del suo carro. In Asia Minore il cervo è al centro di un culto che verrà poi antropomorfizzato nel culto di Artemide Efesia, ma in realtà i culti di cervi sono diffusi in tutta Europa, soprattutto nelle aree di influenza della cultura celtica. In antichità si credeva, inoltre, che il cervo fosse nemico del serpente: questa e altre caratteristiche dell'animale (come il fatto di attraversare i corsi d'acqua in gruppo, aiutandosi l'un l'altro, e la conoscenza di piante medicinali per curarsi), risalenti ad Aristotele e riprese da Plinio, proseguirono nella tradizione del Fisiologo e dei Bestiari medievali. Con il cristianesimo, la figura del cervo si arricchì di significati, divenendo simbolo di Cristo e metafora del credente, che anela a Dio come la cerva all'acqua di fonte; un cervo con la croce in mezzo al palco compare nelle leggende agiografiche dei santi Uberto ed Eustachio. Infine l'animale ha un ruolo importante in araldica, dove rappresenta la mitezza e la nobiltà d'animo; tra i simboli araldici vi sono inoltre i palchi, immagine di forza.

Letteratura

  1. Roman de Renart:

Cultura

  1. La caccia al cervo bianco: rito descritto in Erec et Enide di Chrétien de Troyes, durante il quale l'intera corte si mobilita per cacciare l'animale straordinario e aggiudicarsi in premio il bacio della dama più bella. Vedi infra Animale come preda sacra.
  2. I cervi e il frassino cosmogonico Yggdrasil nella mitologia nordica.
  3. Il cervo bianco come simbolo di profezia nei riti druidici.


Funzioni culturali del cervo maschio

  1. Animale guida
    • Animale guida luminifero (fiamme e luci tra i palchi delle corna): nel Roman d’Eneas (v. 3622 ss.) un cervo ammaestrato con delle candele tra i palchi, serve da candeliere durante i banchetti; nel Livre d'Artus Nasciens incontra una processione condotta da un cervo bianco crucifero e con corna enormi sulle quali ci sono due candele che ardono sempre (vol.VII, pp.244-5); nella vita di S. Kunigunde un cervo luminoso conduce alla santa;
    • Animale guida verso un luogo sacro (p.e. durante una battuta caccia: motivo della “pia caccia”; motivo dell’iniziazione): Carlo Magno fonda il monastero di S. Maria di Aquisgrana nel luogo in cui è condotto dal cervo durante una battuta di caccia; un re è condotto al luogo del suo romitaggio, in un racconto di Nāgārjuna; nel Mahābhārata, i Pāndava sono condotti da un cervo che stanno inseguendo alla fonte dove il dio Dharma li sottopone a una prova.
    • Animale guida verso una persona di rilievo (p.e. un santo eremita o un cadavere santo; motivo della “pia caccia”): leggenda su san Domenico di Sora, in cui il romitaggio del santo è scoperto da alcuni cacciatori guidati da un cervo; ; nella vita di s. Evemaro un cervo mostra il luogo del martirio del santo e stabilisce la data della festività di Evemaro; similmente un cervo porta alla scoperta del cadavere di S. Denis, di S. Fingar e di S. Kunigunde; un cervo conduce anche al ritrovamento dell'eremita vivo nella vita di S. Calogero, di S. Fingar, di S. Geneviève de Brabant, di S. Guenter de Niederaltaic, di S. Iwan e di S. Pietro Athonita.
    • Animale che segnala la presenza di un guado o permette di superare un fiume intransitabile o di individuare un varco tra i monti(specialmente nei testi epici): l’esercito di Carlo Magno vede un cervo, inseguito invano dai Sassoni, attraversare il Reno e segnalare dunque un punto per l’attraversamento, nella Chanson des Saisnes (lassa CXXIV); in La chevalerie Ogier un cervo bianco è l'animale guida inviato da Dio per permettere a Carlo e al suo esercito di valicare le Alpi (vv.170 ss.); in Fierabras Richard di Normandia, in fuga dall'esercito pagano, arriva al fiume Flagot e riesce ad attraversarlo solo guidato da un cervo bianco inviato da Dio (vv.4505 ss.); nell'Historia Karoli Magni et Rotholandi dello Pseudo-Turpino un cervo aiuta Rolando ad attraversare la Gironda; un episodio simile si ha nella Karlamagnus Saga edita da Gaston Paris, nella quale due cervi bianchi conducono Carlomagno oltre la Gironda in piena.
    • Animale guida che porta alla Morte: nello Chevalier au Papegau, Artù insegue un cervo spettrale ed è condotto al luogo dove è destinato a trovare la morte; in Floriant et Florete, un cervo conduce Floriano in un regno oltremondano dove rimane imprigionato.
    • Animale guida verso l’Amore: nel poemetto mediolatino Manerius, Manerio insegue un cervo dal quale viene condotto dalla figlia di un principe, con la quale consuma un rapporto; in Berthe as grans piés, Pipino il Breve, durante l’inseguimento di un cervo, s’imbatte in una donna della quale s’innamora e che si rivelerà essere la moglie Berthe; mito di Ila che viene rapito dalla ninfa Driope, dalla quale è attirato inseguendo un cervo.
    • Animale guida verso l'oltremondo: nel gallese mabinogi di Pwyll, il protagonista assiste all'uccisione di un cervo da parte di una muta di cani bianchi e incontra così il re dell'oltretomba; in uno dei racconti del Dolopathos di Jean de Haute-Seille si narra la leggenda dei sette fanciulli mutati in cigni, e si apre con una caccia a un cervo bianco che conduce ad una fata che si lava nelle acque di una fonte; in Floriant et Florete un cervo bianco attira Floriant nel folto di un bosco fino a quando si ritrova nel castello di Morgana (vv.8181-8238); nel Meliador di Froissart Saigremor raggiunge il regno delle fate cavalcando dormendo un cervo (vv.28409-68)
  2. Esito di una trasformazione
    • Esito della trasformazione in preda del cacciatore: Colinda dei cervi rumena, nella quale i cacciatori, dopo una lunga caccia a un cervo, si trasformano a loro volta in cervi; mito di Atteone, in cui Artemide, spiata durante un bagno, trasforma Atteone in cervo che è subito ucciso dai suoi stessi cani; mito degli indiani Choctaw, in cui il cacciatore, ricoperto di pelle di cervo, si muta in questo animale e non può staccarsi la pelle cervina senza morire.
    • Esito della trasformazione di una principessa: tipo di varie favole (AT 401), in cui una principessa, in sembianze di cervo per un sortilegio della matrigna o di una fata, attira un principe, al quale chiede aiuto.
  3. Animale che si trasforma in essere umano: nel lai de Tyolet l'eroe insegue un cervo bianco, e quando l'animale oltrepassa un fiume si trasforma in un cavaliere a cavallo (vv.83-112);
  4. Animale che sancisce la qualità di un luogo
    • Animale che sancisce un luogo di fondazione (p.e. un monastero): un cervo sfuggito a dei cacciatori e protetto da un santo eremita (motivo della 'pia caccia') è la causa di una donazione di terre al santo stesso da parte del cacciatore impressionato, nelle leggende su s. Umberto di Maroilles e su s. Procopio di Boemia; nelle leggende agiografiche sui santi Eliud, Edeyrn e Telianus, il cervo cavalcato delimita il perimetro del monastero da fondare.
  5. Animale come preda sacra
    • Animale oggetto di una caccia magica: rito della caccia al cervo bianco in Erec et Enide, in premio della quale c'è il bacio della dama più bella (vv.27-66, 287-90); nel gemello antico-gallese del romanzo di Chrétien, Gereint ac Enid, la caccia al cervo bianco alla corte di Artù prevede come premio la testa del cervo stesso; nel lai de Tyolet viene imposto a Tyolet da una fanciulla ferica di riportare la zampa di un cervo bianco, con l'aiuto del suo bracco bianco, e promette in cambio di sposarlo; la stessa avventura ha per protagonista Perceval nella Deuxième Continuation del Conte du Graal Perceval entra in un castello abitato soltanto da una fanciulla che gli promette il suo amore in cambio della testa del cervo bianco, per cacciare il quale gli presta il suo bracco (vv.22557-98); la stessa avventura è presente nel cosiddetto Didot-Perceval, mentre nella Continuation di Gerbert de Montreuil è Artù ad essere impegnato, nella foresta di Carlion, ad una caccia al cervo bianco di proprietà del Cavaliere Nero (vv.1194-1214); nel Fergus il legame tra Perceval e la caccia al bianco cervo continua a esistere, in quanto è Artù a indire la caccia, ma è Perceval a uccidere - per annegamento - la preda; ne La Vengeance de Raguidel Gauvain, battuto il Noir Chevalier, si imbatte in cacciatori impegnati nella caccia al cervo bianco appartenente a Gauvain (vv.1552-95). Nella Suite du Merlin il giorno delle nozze di Artù e Ginevra un cervo bianco irrompe a corte, oggetto della caccia di una damigella con un bracco (vol.II, pp.77-96);
    • Animale la cui uccisione porta la sovranità: nell'irlandese Còir Anman il re d'Irlanda Daire Doimthech ha cinque figli, ognuno chiamato Lugaid, e viene profetizzato che chi di loro catturerà un cerbiatto con un candelabro d'oro erediterà la sovranità d'Irlanda, e quando il cerbiatto appare sarà Lugaid Làigde a catturarlo e a ereditare il regno (Làigde significa “del cerbiatto”).
  6. Cavalcatura magica: destriero di Merlino nel Roman de Brut; Saigremor incontra un cervo bianco che spaventa il suo cavallo, cosicché l'eroe è costretto a montare sul cervo, che lo porta in sonno da delle fate nel Meliador di Froissart (vv.28409-68);
  7. Preda miracolata (motivo della “pia caccia”): : un cervo in fuga durante una caccia si rifugia presso il santo, che lo salva, nella Vita Bassiani, nella vita di S. Edern e in quella di S. Kenan; un cervo riesce a sfuggire ai cacciatori e il santo diventa vittima al suo posto, come nella leggenda di S. Egidio;
  8. Animale che predice il futuro: storia di san Giuliano l’Ospitaliere (motivo della "pia caccia"); nella Chanson de Godin il protagonista si lancia all'inseguimento di un cervo bianco rosso e nero che, al momento di essere catturato, scompare e profetizza (vv.10800ss.);
  9. Preda equiparata al nemico (la cui cattura o uccisione equivale alla vittoria): oracolo dato dal monaco buddista Fo T’U-ch’êng al re unno Hsiung-nu, in cui si dice: «Tu condurrai in campo l’esercito – tu catturerai il Cervo».
  10. Translator imperii (allusione alla trasmissione di qualità regali o sacre tramite il possesso della preda: il cervo reca al collo un collare con inciso il nome del precedente proprietario o del dedicatario a una divinità): il cervo del tempio di Despoina a Lycosura, il quale era stato preso da cerbiatto quando Agapenore era a Troia, come era spiegato dall’incisione sul collare (Pausania, VIII, 10, 10).
  11. Aiutante magico e consigliere: fiaba basca in cui il cervo è una sorta di nume tutelare di Zapzi (che ha lo stesso nome del cervo) che aiuta in diverse circostanze, fino a farlo diventare re; nel Tristan de Nanteuil, un cervo si sacrifica per concedere a Blanchandrine di diventare uomo.
  12. Animale che alleva o nutre essere umano
    • Animale che si sacrifica per fornire nutrimento: nell'agiografia un cervo si immola per fornire nutrimento al santo con la propria carne nelle vite di S. Adelfio, di S. Atenogene, di S. Geraldo d'Aurillac, di S. Ladislado d'Ungheria, di S. Macrina, di S. Mochua (dove a sacrificarsi sono più di un cervo), di S. Simeone di Polirone e di S. Simeone stilita, di S. Soro e di S. Wulmar di Samer.
  13. Animale psicopompo: mito Yuchi in cui solo trasformandosi in cervo (e in altri animali, ma non in uomo) si oltrepassa la nuvola che blocca l’entrata dell’oltremondo; nell'agiografia gallese in latino, il santo re Teudiric, dopo aver vinto l'ultima battaglia, è trasportato da due cervi in una bara fino all'isola in cui desidera morire. Anche la sola pelle di cervo ha la funzione di traghettare nel mondo dei morti: nella Chanson de Roland: i cadaveri di Turpino, Orlando e Oliviero sono lavati e avvolti in pelli di cervo (vv.2968 ss.) e allo stesso modo nel Chevalier au Cygne il corpo di Galiien è lavato e avvolto in una pelle di cervo (vv.3007-21);
  14. Animale terrifico
    • Animale terrifico o feroce: nell'antico-gallese Peredur c'è un mostruoso cervo con un enorme corno sulla fronte che terrorizza il regno fino a che Peredur lo decapita; nel Tristan de Nanteuil un grande cervo fa irruzione e fa strage nel palazzo dove Clarinde sta per smascherare il sesso di Blachandine, e la fanciulla ne approfitta per fuggire seguendo l'animale (15739 ss.);
    • Animale come parte di un incantesimo: Orable evoca un cervo mostruoso per impedire le proprie nozze con Thiébaut, nelle Enfances Guillaume; la stessa cosa accade in Simon de Pouille, dove l'incantatore Hunaut evoca un cervo gigantesco e terribile che porta sul dorso cento cavalieri demoniaci (vv.1218-23);
  15. Fonte di distrazione per l'uomo cacciatore: nella vita di santa Osyth, la comparsa di un cervo grandioso distrae il marito di Osyth dalla consumazione del matrimonio, la quale conserva la verginità e può farsi monaca; nella vita di santa Caterina di Svezia, la comparsa di un cervo distrae il conte che ha teso un agguato alla santa e allontana il pericolo di stupro da questa; sant’Oswald convola a nozze con la figlia di re Aron, dopo che questo, geloso custode della figlia, viene allontanato dal proprio castello da un magnifico cervo; nel Rāmāyaṇa, la donna di Rāma viene rapita mentre questo è impegnato nell’inseguimento di un cervo aureo.
  16. Animale salvifico (p.e. come cervo crucifero, come figura Christi, come Bodhisattva ovvero una vita precedente del Buddha)
    • Animale figura Christi, divinità o spirito: nell'Estoire del Saint Graal, un cervo bianco attorniato da quattro leoni, simbolo di Cristo e dei quattro Evangelisti, indicano alla colonia del figlio di Giuseppe d’Arimatea di superare un fiume; nella Cronique des ducs de Normandie di Benoit, Guglielmo il Rosso d'Inghilterra sogna un cervo su un altare che si trasforma in uomo e di non poter trattenersi dal divorarlo: il sogno viene interpretato come un ammonimento divino per il cattivo trattamento della religione cristiana da parte di Guglielmo. Nel buddismo il Bodhisattva nasce come cervo e impartisce lezioni sapienziali al cacciatore che l’ha liberato (oppure: che ha salvato da morte certa), il quale divulgherà ciò che ha appreso.
    • Animale crucifero: Cristo si manifesta a Placida-Eustachio come un cervo recante una croce tra le corna nella Vita s. Eustachii, e un cervo crucifero parla ad Uberto e lo ammonisce a convertirsi alla vita cristiana nella Vie de Saint Hubert; inoltre a S. Giovanni di Mata e S. Felice di Valois in eremitaggio a Cerfroid, nei pressi di una fonte, appare un cervo bianco che porta sulle corna una croce rossa e blu; nel Livre d'Artus Nasciens incontra una curiosa processione condotta da un cervo bianco con una croce vermiglia sulla fronte, corna enormi e sulle quali ci sono due candele che ardono sempre, e dietro di lui vengono un bracco bianco, due animaletti bianchi tenuti in catene da una bambina, una lettiga con un cavaliere che si lamenta mentre nell'aria si spandono canti celestiali (vol.VII, pp.244-5).
  17. Rapitore magico: nel Roman d’Auberon, un cervo possente rapisce la piccola Brunehaut e la porta all’accampamento delle fate;
  18. Emissario magico: nell’Odissea, Odisseo abbatte un magnifico cervo che ha trovato sull’isola di Circe, presumibilmente inviato dalla maga stessa.
  19. Animale con scorta magica: Tyolet, nel lai omonimo, è incaricato di uccidere un bianco cervo custodito da sette leoni, che l'eroe uccide; nel Lancelot en prose (o Lancelot-Graal) Lancelot incontra in una valle per due volte, al sorgere della luna, uno splendido cervo bianco scortato da quattro leoni; lo stesso animale scortato da quattro leoni compare nella Queste de Saint Graal, ma qui l'insolito corteo conduce gli spettatori, Boort e Perceval, ad una cappella di un romitaggio, dove scoprono che il cervo è Cristo e i leoni sono gli evangelisti (uomo,leone,bue,aquila) (vedi supra Animale salvifico)

Funzioni culturali della cerva

L'esemplare femmina copre grosso modo gli stessi ruoli del cervo maschio, tuttavia presenta una spiccata predilezione per i ruoli di nutrice.

  1. Animale guida
    • Animale che mostra la presenza di un guado o guida attraverso un fiume o dei monti: nella chanson Fierabras Riccardo di Normandia è guidato da una cerva al di là della corrente del Flagot (p.132); similmente in Anseis de Carthage il protagonista attraversa la Gironda (spartita in due come il mar Rosso) preceduto da una cerva bianca (vv.9535-41). In Iordanis Romana et Getica gli Unni riescono a passare, condotti magicamente da una cerva, la palude Meotide e ad arrivare in Scizia (cap.XXIV); Clodoveo decide una spedizione contro Alarico e i Goti, e una cerva di grande dimensione appare a mostrargli il guado per attraversare la Vigennam nelle Historiae di Gregorio di Tours(cap.XXXVII); infine nel Chronicon del vescovo di Thietmar una cerva mostra il guado del fiume Moin a Carlomagno (libro VII cap.53).
    • Animale che conduce da personaggio di rilievo (p.es eremita): in Tristan de Nanteuil Saint Gilles, figlio di Blanchardine, è ritrovato da Raymon seguendo una cerva fino al suo eremitaggio (vv.17726 ss.);
    • Animale guida verso l'oltremondo: nel lai de Graelent una cerva bianca conduce Graelent, caduto in disgrazia a corte per aver rifiutato le avances della regina, da una fata delle acque (vv.194-238);
    • Animale che guida verso l'Amore: questa funzione sembra fornire la chiave di lettura della lirica 190 del Rerum vulgarium fragmenta del Petrarca, nella quale il poeta insegue una cerva bianca dalle corna d'oro ma essa scompare quando egli inciampa e cade in un fiume.
  1. Esito di una trasformazione
    • La fanciulla-cerva: è la storia attestata nel folklore francese di Marguerite ou la Blanche Biche, ovvero una fanciulla trasformata in cerva, in genere bianca, e cacciata inconsapevolmente dal fratello (o sposo) che è appassionato cacciatore, uccisa da questi o dalla sua muta di cani.
  2. Animale che alleva o nutre essere umano
    • Animale che allatta l'eroe: l'eroe germanico Sigurdh viene allattato da una cerva nella Thidreks Saga; secondo la Vita fabulosa, trattato agiografico del X-XI secolo, Santo Stefano viene allattato da una cerbiatta bianca;
    • Animale che alleva l'eroe: in Jourdain de Blaye il protagonista viene allevato e nutrito per i primi dieci anni di vita da una cerva;
    • Animale che nutre con il suo latte: una cerva nutre ogni giorno del proprio latte l'eremita Saint Gilles in Tristan de Nanteuil (20223ss.);
    • Animale che si sacrifica per fornire nutrimento:
  3. Animale terrifico: nel Tristan de Nanteuil una cerva beve del latte di sirena e si trasforma in una bestia grande e feroce, che massacra e devasta (vv.481 ss.); la stessa cerva conduce un vero e proprio esercito di bestie selvatiche (vv.1714 ss.)
  4. Animale che predice il futuro: nel lai de Guigemar una cerva bianca ferita mortalmente rivela al protagonista il suo triste destino amoroso (vv.76-122);

Bibliografia

  1. «Cervo», in A. Ferrari, Dizionario di mitologia greca e latina, UTET, Torino, 1999
  2. «Hirsch», in Handwörterbuch des deutschen Aberglaubens, hrsg. von H. Bächtold-Stäubli unter Mitw. von E. Hoffman-Krayer , de Gruyter, Berlin 1927-1942 (Nachdruck 2000), vol. 4, 86ss
  3. «Cervo», in H. Biedermann, Enciclopedia dei simboli, Garzanti, Milano, 1991
  4. J. Baroin, «À propos du cerf épique», Marche Romane, 1980, t.30 (3-4), 5ss.
  5. S. Cigada, La leggenda medievale del cervo bianco e le origini della ‘matière de Bretagne’ , Roma, Accademia nazionale dei Lincei, 1965, 120 pp.
  6. C. Donà, Per le vie dell'altro mondo. L'animale guida e il mito del viaggio, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino Editore, 2003, (Medioevo romanzo e orientale / Studi 13), 624pp.
  7. Id., «Cervi e cerve nell'agiografia medievale», L'Immagine riflessa, n.s. 16, 2007, 3-44.
  8. P. Galloni, Il cervo e il lupo. Caccia e cultura nobiliare nel Medioevo, Roma-Bari, Laterza, 1993, 188pp.
  9. M. Thiebaux, The Stag of Love, London, Cornell University Press, 1974, 249pp.